Emergenze Invisibili: La Fragilità delle Periferie Romane

In questi giorni le notizie arrivano tutte insieme, come se qualcosa si fosse improvvisamente incrinato lungo il quadrante nord della città.

A Isola Farnese si parla di strade chiuse, collegamenti difficili, timori per la stabilità del territorio.
A Formello un muro di contenimento cede dopo le piogge, travolge il piano terra di una palazzina e porta via una vita, costringendo tutti a fermarsi davanti alla fragilità del suolo che fino al giorno prima sembrava lontana.

Sono fatti diversi, ma chi vive tra questi confini — dove Roma sfuma nei comuni vicini — sa che non sono episodi isolati.

Sono segnali.

Segnali di territori rimasti per anni in equilibrio precario, dove la manutenzione arriva tardi, la pianificazione si interrompe, l’attenzione si accende solo quando qualcosa crolla davvero.

E poi c’è La Storta, con una presenza di fauna selvatica ormai stabile, quasi quotidiana. Anche questo è un sintomo: quando l’ambiente cambia senza essere governato, la città smette lentamente di essere città.

Dissesto stradale a Isola Farnese sulla Cassia nord
fonte Romatoday
Generazione IA
Presenza di fauna selvatica nelle aree periferiche di Roma
fonte Romatoday

L’emergenza improvvisa e quella silenziosa

Le emergenze che fanno notizia hanno sempre una data di inizio: un crollo, una tragedia; soccorsi ed ordinanze riparatorie.

Sono quelle che muovono l’emotività dei cittadini e che sono degne di titoli di giornale e tempestivo interessamento mediatico.

Ma esistono emergenze che non vengono mai dichiarate perché non hanno un giorno preciso e ormai sono percepite come abitudini che durano da anni.
Sono quelle che logorano lentamente, dentro una quotidianità fatta di attese, rinvii, progetti incompiuti e tante tante difficoltà per chi le affronta.

Quando l’isolamento diventa abitudine

A Cacciarella — per il Municipio XIV il quartiere residenziale oggi è ribattezzato come Piansaccoccia, territorio comprendente piano di zona omonimo e toponimo Cacciarella — l’isolamento non è arrivato all’improvviso.

Si è costruito lentamente attraverso urbanizzazioni promesse e rimaste incompiute per decenni; servizi mai sviluppati; collegamenti pubblici assenti; strade nate come provvisorie e diventate definitive; opere di urbanizzazione primaria mai ultimate.

Qui non c’è stato un momento di rottura. Qui il lockdown non è mai finito.
Due realtà diventate un unico quartiere mai compiuto, che formalmente è dentro Roma Capitale, ma da essa “ghostato” “come se non esistesse.


Cacciarella Roma
fonte @scattopergioco
Area residenziale di Cacciarella ancora in sviluppo
fonte @scattopergioco
Urbanizzazione incompleta nel quartiere Cacciarella
fonte @scattopergioco

Un nome, due storie: Cacciarella e il Piano di Zona Piansaccoccia

E’ opportuno precisare che quando si parla di Cacciarella, in realtà si fa riferimento a un toponimo storico, documentato nelle mappe catastali e nella memoria locale ben prima dell’attuale configurazione urbanistica (leggi il mio articolo)

L’intervento edilizio realizzato successivamente è invece il Piano di Zona Piansaccoccia, territorialmente limitato, la cui denominazione amministrativa ha finito per inglobare anche l’area tradizionalmente conosciuta come Cacciarella.

L’area residenziale costruita dal Piano di Zona è sorta proprio su una porzione di territorio che la toponomastica storica identificava con nome Cacciarella, sovrapponendo una pianificazione recente a un’identità territoriale e abitativa già esistente.

Per questo ancora oggi i due nomi convivono:

  • Cacciarella come riferimento storico, geografico e identitario;
  • Piansaccoccia come denominazione urbanistica e amministrativa.

È dentro questa sovrapposizione che si è sviluppato il quartiere che per lungo tempo è rimasto incompiuto.


Il rischio più grande non è il crollo

Il rischio più grande non è ciò che cede all’improvviso. Qui il pericolo è l’assuefazione.

In questi posti vivere senza servizi diventa normale, l’assenza di infrastrutture non fa più notizia e il territorio, con annessa popolazione, restano in sospeso così a lungo da sembrare destinati a restarci perché immeritevoli di diritti.

Le periferie non si indeboliscono in un giorno.
Si consumano lentamente, quando smettono di essere accompagnate, vissute e comprese.


Guardare oggi per non soccorrere domani

Oggi vediamo intervenire — giustamente — dove l’urgenza è evidente.

Ma la vera domanda è se siamo capaci di vedere anche ciò che non crolla, e proprio per questo rischia di essere ignorato.

Chi abita questi luoghi non chiede attenzioni straordinarie.
Chiede continuità e che lo sviluppo urbano venga completato, non lasciato a metà e soprattutto venga tutelato e non deturpato con iniziative che modificano addirittura la stessa destinazione urbanistica di pregio, tipica di questi luoghi dell’Agro Romano.

Perché un quartiere che resta incompiuto troppo a lungo diventa fragile quanto un muro non mantenuto, soprattutto se gli interventi progettati attorno ad esso sono ciechi e sordi rispetto agli allarmi di chi lo vive, perché è chi lo affronta e attraversa sa come combattere una realtà che deve essere vissuta e non ipotizzata o svalutata.

E allora la riflessione non riguarda solo ciò che è successo a Isola Farnese o a Formello, che addolora e fa rabbia.

Riguarda ciò che potrebbe accadere altrove, se l’incompiuto diventa sistema, se l’isolamento diventa abitudine, se i margini restano margini troppo a lungo.

Che questa previsione sia da monito per il futuro: se gli allarmi di “crolli futuri” oggi continueranno ad essere ignorati in virtù di decisioni prese sulla scia di un potere privo di conoscenza territoriale, potere che non fa prevenzione ma modifica gli ecosistemi, è assai probabile che futuri e disastrosi impatti con il territorio e la cittadinanza si avranno anche qui, e forse allora sì che faremo notizia.

Roma non finisce dove termina il centro storico.
Roma continua qui dove si misura la reale capacità di una città di prendersi cura di sé stessa; ed è qui che si gioca la vera partita perché tutto è ancora da costruire.

angolo del quartiere destinato ad area giochi - -Cacciarella Piansaccoccia
fonte @scattopergioco

Lascia un commento

Sito web creato con WordPress.com.

Su ↑

Click & Copy by Mary

Raccontare non è apparire. È dare forma a ciò che conta.

La Danza della Pioggia

''Comic books will break your heart''

Una sognatrice fallita.

...E anche oggi riproviamoci!

Medicina, Cultura, e Legge.

Articoli su Medicina, Legge e Diritto, ma anche Aforismi, Riflessioni e Poesie.

Matematica in gioco

Visita la pagina Facebook MATEMATICA IN GIOCO!