I fabbricanti di ricordi a spasso per i Borghi. Estate in Toscana: Roccalbegna.


È tempo di vacanze, ma cosa significa vacanza? Come organizzarsi di questi tempi e liberarsi dai brutti pensieri?


Vacanza: dal lat. vacantia “essere libero”.
Questa, però, si presenta come l’estate del distanziamento e della paura:”ho paura di non stare bene. Saremo abbastanza distanti? Quando riprenderemo ad abbracciarci? Che ne sarà di noi?”


Perciò, visto il clima emotivo e siccome le emozioni ci piacciono tutte, abbiamo deciso di stare distanti e di avere paura anche noi…ma a modo nostro, s’intende! 

La soluzione accolta dall’allegra compagnia, per sfuggire all’impasse di tali quesiti, è stata quella di assegnarci una nuova missione.

Per cui eccoci, saremo i Fabbricanti di ricordi!

Per riuscire bene nel compito, abbiamo scelto una meta infallibile per tale progetto: il paese d’infanzia del babbo o meglio “La Rocca”. Avete idea di quanti ricordi si producano nei luoghi vissuti nell’infanzia?

Ci sono quelli che riemergono negli adulti, che ad ogni passo o incontro ritornano alla mente e al cuore, imponendo l’inevitabile misurazione del cambiamento: – è tutto come allora! – oppure – non è rimasto più nulla!-.

Poi ci sono quelli fondamentali per le nuove generazioni, che sulla scia dei racconti delle precedenti stirpi, inizieranno la loro personale produzione.

Io trovo questa filiera fondamentale per la vita di una persona, perché ricordare significa dal latino: re = indietro, cor = cuore: richiamare in cuore; il che si traduce nell’averne uno.

La nostra combriccola ha deciso di trascorrere parte delle proprie vacanze all’insegna del rischio e dell’adrenalina, scegliendo come meta, l’antica e isolata Roccalbegna. In questi luoghi sarà facile connettersi con le emozioni, quelle già vissute e quelle fresche fresche di giornata, che, immediatamente dopo il loro passaggio, si tramuteranno in ancore per l’anima.

In ossequio all’attuale periodo, la produzione sarà comunque rispettosa e conserverà la giusta dose di distanziamento e di paura.

In questo caratteristico borgo medievale, troveremo tutti gli ingredienti per una efficace ricetta che sia anche golosa e nutriente per il cuore.

Non mancherà la paura. Ci faremo cogliere dalla preoccupazione di non cadere sui sassoni facendo il bagno alle “pozze’ del fiume Albegna.

Saremo in tensione per ogni rumore che ci sorprenderà di notte e che ci farà chiedere –  che animale busserà alla porta? – 
Come tetto avremo un ex fienile trasformato in deliziosa casetta arroccata, senza TV e radio a infastidirci. Il filo con l’attualità sarà una lunatica connessione che a suo piacimento ci consentirà di navigare.

A separarci dal bosco, avremo solo una porta di legno, che il lupo dei tre porcellini, se solo volesse,  soffierebbe via in un batter d’occhio.
E poi, il vero terrore ci assalirà in tarda sera, tornando al nostro rifugio e sarà quello che affronteremo  per non credere ai racconti di paura che queste vecchie e abbandonate stalle, adiacenti alla nostra casetta, ci ispireranno.


Il nostro è l’ultimo gruppo di costruzioni che testimoniano fin dove l’uomo può spingersi prima di arrendersi alla macchia mediterranea.

Avremo anche la gioia però. A consolarci, infatti, da tanta elettrizzante tensione, troveremo il “Piazzone”, pronto ad accogliere a tutte le ore i giochi chiassosi dei bambini, le gioviali chiacchiere di vecchi amici ritrovati e gli sguardi incuriositi degli anziani.

A controllare tutto ci sarà il “Sasso” alto e solitario. A ricordarci che è estate troveremo il caldo, i cori di cicale e grilli, la noiosa lentezza delle prime ore del pomeriggio e i colori magici dei tramonti, che planeranno sui tetti delle case.

Ogni volta che avremo sete troveremo le fontane, pronte a ristorarci dall’arsura e a rinfrescarci ci saranno anche le miti temperature della sera.

E sarà proprio di sera che i ricordi pioveranno come le stelle di San Lorenzo, quando le fragorose risate degli adulti, che ritrovandosi torneranno bambini, si confonderanno a quelle dei bimi che, gustando una paesana libertà, cercheranno di diventare adulti.

Ho trovato una bella frase di Massimo Valerio Manfredi: “A volte i ricordi diventano il presente e il presente svanisce come un ricordo lontano”. Così sarà per noi che giorno dopo giorno, proveremo a distanziarci da un presente paralizzante e produrremo e rimescoleremo i nostri bei ricordi.

Sono sicura che sarà un’estate molto produttiva.

Saluti da Roccalbegna in Toscana.

Mary

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